Quello che faccio

non è recitare, ma raccontare.

Se ho davanti un pubblico, mi piace coinvolgere, allestire lo spazio, non usare palchi ed amplificazione: raccontare, cantare e giocare con le storie.

Per i più piccoli 

Per i più grandi

I pionieri del mio paese, nelle notti fredde alla fine della giornata di lavoro, si riunivano e, mangiando un bel mandarino, ascoltavano storie e canzoni per farsi compagnia.

Negli ultimi anni uso anche la narrazione come strumento educativo e vengo chiamato per tenere seminari o laboratori con studenti universitari, operatori del settore, genitori od adulti interessati.

Altre volte raccolgo storie per realizzare momenti di restituzione e partecipazione in un dato territorio, all’interno di progetti educativi e sociali più complessi che coinvolgono terzo settore, scuole ed enti di vario tipo.

amo farmi visitare dalle storie: loro mi rendono visitatore di altre storie e mi fanno intuire che la mia vita e quelle degli altri hanno un senso profondo che non va capito, ma gustato.

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Le storie mi sembrano anche strumenti

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